martedì 27 febbraio 2018

Atene e Sparta

Sparta e Atene costituiscono due modelli molto diversi.
A Sparta vige una monarchia e l'educazione è di tipo militare, per formare buoni soldati.
Ad Atene invece l'educazione si propone per formare buoni cittadini. 

Per la partecipazione alle istituzioni politiche era necessaria una buona formazione e un'adeguata preparazione culturale.

SPARTA


Dai sette anni in poi lo stato sottrae i figli maschi allo stato per inserirli in fratellanze cioè  scuole militari.
A 20 si 'entra' nell'età adulta.









ATENE
Dai 7 ai 14 anni vanno alla scuola elementare, in seguito poi frequentano - alcuni ragazzi - le scuole superiori, al compimento dei 18 anni iniziano la scuola militare fino al compimento dei 20.

Esiodo e l'aretè nel mondo cittadino

Insieme ad Omero va ricordato Esiodo, il poeta più antico della Grecia, il primo di cui abbiamo notizie attendibili. Scrisse due opere di cui si dubita la vera unità, la Teogonia e le opere e i giorni.Nelle opere e i giorni si parla di due concetti fondamentali, il lavoro e la giustizia, oltre ai quali sono presenti consiglio morali, economici, consigli sul matrimonio e sui rapporti con gli amici.
Nella Teogonia parla dell'origine dell'universo ed elenca le generazioni degli dei nei tre periodi della storia del mondo: Urano, Crono e Zeus.

La Grecia arcaica

La scuola, assume ad Atene e Roma i caratteri che la segnano fino ai nostri tempi. Ma oltre gli aspetti materiali e organizzativi, il mondo classico ha lasciato in eredità l'idea di un'educazione che riguarda la persona nel suo insieme.


L' educazione greca si sviluppa grazie ai miti, in particolare due poemi giunti a noi: L'illiade e l'odissea di Omero.

Essi si presentano come una forma di intrattenimento, ma il realtà al loro interno ci sono informazioni sulle idee, la navigazione, l'origine del mondo, cioè insegnamenti e/o spiegazioni.




Nei poemi omerici compare il concetto di aretè, ossia la virtù nel senso di abilità o capacità, quindi esistono diverse aretè.
-Nell'Odissea narra le avventure di Ulisse, il quale utilizzerà l'astuzia e l'intelligenza per compiere gli episodi, qui prevale l'aretè dell'intelligenza. 
-Nell'Illiade invece si pone l'assedio della città di Troia, e qui troviamo l'aretè guerriera, dove gli eroi sono modelli da seguire.

lunedì 29 gennaio 2018

Istruzione ed educazione nell'antico Egitto

Nella civiltà egiziana si manifesta lo stesso fenomeno che abbiamo incontrato in quella sumero-babilonese: lo stretto legame tra cultura, educazione, religione e potere politico.
Secondo gli Egizi il destino è nelle mani degli dei, ai quali è inutile opporsi. 
Intorno al duemila a.C. cominciarono a svilupparsi in Egitto le vere e proprie scuole: le Case del libro, dove i ragazzi ricevevano l'istruzione primaria, apprendendo la scrittura dei geroglifici. Dopo questa prima istruzione solo i figli delle famiglie più nobili potevano proseguire gli studi, potevano addirittura studiare in compagnia dei membri della famiglia reale, in quella che veniva chiamata scuola reale, dove si imparava la scrittura ieratica, tipica scrittura egiziana.
In questa scuola reale si scriveva su rotoli ricavati da piante chiamate papiri.
I figli degli artigiani potevano ricevere solo una formazione di tipo professionale.
Le scuole di grado più alto erano chiamate Casa della vita, con qualche forzatura possono essere paragonate alle nostre università, perchè in questi luoghi non solo si trasmette il sapere ma si produce anche cultura e conoscenza.

Le civiltà sumero-babilonese e le prime scuole

Le prime scuole della storia sorsero probabilmente nell'antica Mesopotamia: erano attive già dalla metà del terzo millennio a.C., forse anche prima ma non esistono documenti che ci permettano di saperlo.
Inizialmente nella società sumero-babilonese l'istruzione veniva impartita nei templi ed era una forma di iniziazione riservata a chi doveva rivestire un ruolo religioso e politico.
I sacerdoti mesopotamici svilupparono conoscenze di carattere matematico, medico e astronomico-astrologico. 
In una fase successiva lo sviluppo della società richiedette un numero maggiore di persone in grado di leggere e scrivere: nacque così la figura dello scriba, la cui formazione si svolgeva in locali separati dal tempio ed era affidata ad una persona specializzata che non apparteneva più all'ambiente religioso. Scriba significa "colui che scrive sulle tavolette" e le scuole venivano chiamate Case delle tavolette.
Con la comparsa degli scribi l'educazione si sdoppiò in due percorsi: una superiore per i sacerdoti e l'altra per gli scribi. Per istruire gli scribi nacque la scuola, con i caratteri che conosciamo ancora oggi: ambienti, insegnanti, discipline, metodi e libri.

Dall'oralità alla scrittura

La scrittura sancisce il passaggio dalla preistoria alla storia vera e propria: da quel momento esistono documenti scritti che ci permettono di conoscere il passato.
Prima della scrittura nelle comunità primitive sono esistite alcune forme di comunicazione tramite segni dipinti o incisi.
In un mondo senza scrittura però le conoscenze corrono il rischio di essere perdute, perchè sono affidate solamente alla trasmissione orale.
La scrittura invece permette di creare un archivio stabile di conoscenze che è più facile da tramandare di generazione in generazione. 
Inizialmente la scrittura era patrimonio della casta sacerdotale, perchè per la sua difficoltà era considerata un dono divino e quindi riservata a chi con gli dei mantiene un rapporto più stretto.
Saper scrivere e leggere è una capacità che si apprende e perciò con l'invenzione della scrittura ha avuto inizio anche l'istruzione o educazione formale, in passato riservata solo alla casta sacerdotale e per i giovani venivano creati luoghi appositi, nei quali nacque il concetto di scuola.

Umanità ed educazione

In comunità piccole, come ad esempio quelle degli uomini primitivi, l'educazione dei giovani è sopratutto informale: i giovani imparano guardando gli adulti, ricevendo consigli e mettendosi alla prova. 
Esistono però altre forme di educazione, come ad esempio i miti, sebbene sottoforma di rcconto, i miti forniscono una spiegazione di quanto accade nel mondo.
Oltre ai miti le società primitive ricorrevano ai riti: sequenze di gesti precisi e preordinati che devono ripetere l'armonia voluta dagli dei.
Molto importanti sono i riti di iniziazione: si tratta di riti di passaggio che segnano l'ingresso nel mondo degli adulti, alla fine del rito è presente una cerimonia che sancisce la vera entrata dei giovani nella comunità degli adulti.
Nel corso della storia, ad un certo punto, le conoscenze sono diventate così tante e diverse da rendere difficile il modo di trasmetterle, facendo nascere così il problema dell'educazione.
In una società complessa è sempre più importante prendersi cura della formazione delle giovani generazioni, sotto ogni punto di vista: fisico, psicologico e socioculturale. La cultura infatti si deve imparare.