lunedì 14 maggio 2018

Il monachesimo occidentale

Quando collassarono le istituzioni dell'impero romano d'occidente, i monaci diventarono il punto di riferimento per l'struzione. Nei monasteri si insegnava una pedagogia per la formazione dei giovani monaci.
Benedetto da Norcia elaborò una sua 'legge': la vita del monaco doveva essere caratterizzata dall'impegno e dal lavoro manuale.

Nei monasteri la preghiera e il lavoro venivano alternati, cioè "Ora et labora".
Marco Aurelio Cassiodoro cercò di conciliare la cultura classica e il cristianesimo e in oltre fondò il Vivarium, un monastero dedito allo studio e all'insegnamento.

lunedì 7 maggio 2018

Sant'Agostino

Sant'Agostino promuoveva una collaborazione tra ragione e fede.
Nelle confessioni, la sua opera autobiografica, sottolinea la concezione di un educazione fondato sulla curiosità e sull'interesse.
Bisogna ricercare la verità attraverso il maestro interiore.
L'illuminazione interiore proveniente da Dio.
Per apprendere ogni nozione deve essere sentita come vera dagli allievi.

Il cristianesimo

Negli ultimi secoli dell'impero romano arrivò una nuova religione: il cristianesimo.
I monasteri sorsero in campagna, erano oasi di pace, centri di conservazione e di trascrizione di opere del passato.
Cristo insegnava attraverso le parabole, cioè racconti didascalici che ricorrono a esempi concreti paragonando tra loro due situazioni, una nota e una non nota.




Il cristianesimo dopo la sua comparsa dovette affrontare numerose sfide.
Nel II secolo d.C compaiono le prime scuole cristiane, dove oltre alla dottrina cristiana veniva insegnata la filosofia greca.

C'erano due livelli formativi: Uno per le persone che venivanoo preparati al battesimo e uno per i competenti con una preparazione più approfondita.

Seneca

Seneca mirava alla cura di sé e all'autoeducazione interiore attraverso la filosofia.
Il pensiero di seneca sosteneva di migliorare se stessi dal punto di vista morale, inoltre era a favore dell'educazione spirituale. Per lui il saggio è il vero pedagoga del genere umano.

Quintiliano

Quintiliano descriveva l'intero processo di un educazione, con particolare attenzione nei confronti del futuro oratore. 
Egli si interessa non solo degli aspetti tecnici dell'arte oratoria, ma anche dei caratteri e della cultura del retore, nonchè delle prassi di insegnamento e del rapporto tra un maestro e allievi.


Cicerone e Catone

Cicerone contribuì alla ellenizzazione del mondo romano, fu il primo pedagoga romano.
Cicerone cercò di conciliare il mos maiorum con la cultura greca. Contribuì inoltre alla diffusione della filosofia.








Dopo la seconda guerra punica si oppose Catone, che invocava un ritorno ai valori tradizionali e alle all'educazione familiare. Egli forniva un ritratto dell'oratore come un tecnico dell'arte del linguaggio e come un uomo giusto.

L'educazione romana

Nella società romana predominavano i valori della casa e della famiglia.
L'educazione avveniva per trasmissione orale e contesto familiare.

I cittadini venivano educati seguendo la pietas, cioè il rispetto per i genitori, per gli avi ecc.. La religione era una componente fondamentale insieme alla patria, il lavoro, la legge e le tradizioni. Questo insieme costituisce il mos maiorum.
La prima educatrice era la madre, essa poteva chiedere aiuto a una perente anziana. Compiuti i sette anni il bambino passava sotto la guida del padre e a 14 anni il ragazzo poteva prendere posizione al senato.